NEWS: La Provincia di Modena ha approvato il Contratto di Fiume con DGP n. 231 del 21/06/2011.
I seguenti Comuni hanno approvato il Contratto di Fiume:
Savignano sul Panaro - DCC n. 57 del 28/09/2010
Vignola - DCC n. 62 del 28/09/2010
Spilamberto - DCC n. 14 del 07/02/2011
San Cesario - DCC n. 15 del 25/03/2011
TESTO DEL CONTRATTO DI FIUME/PAESAGGIO DEL MEDIO PANARO
Premesso che:
La direttiva 2000/60/CE (Water Framework Directive), il cui obiettivo è la generale tutela delle acque, fissa per l’anno 2015 il raggiungimento di un Buono stato di qualità ambientale per tutti i corpi idrici della comunità europea, attraverso l’integrazione tra le necessità antropiche, il mantenimento degli ecosistemi acquatici ed un rischio idraulico accettabile;
La prevenzione e la riduzione dell’inquinamento, nonché il risanamento dei corpi idrici inquinati sono tra gli obiettivi che si pone il D.lgs. 152/2006 (Testo unico dell’ambiente) in parziale recepimento di suddetta direttiva;
La stessa direttiva riconosce nel bacino idrografico l’ambito territoriale più idoneo alla gestione del ciclo idrico e all’indispensabile attività di coordinamento ed integrazione delle diverse politiche settoriali che su di esso incidono;
La direttiva 2007/60/CE (Flood Risk Directive), il cui obiettivo è la prevenzione dei danni delle alluvioni, promuove un nuovo modo di affrontare la problematica del rischio idraulico che, a partire dall’accettazione della complessità e dell’incertezza dei fenomeni naturali, mette in discussione l’efficacia del consueto approccio ingegneristico basato su difese artificiali rigide, promuovendo un approccio processuale alla gestione delle dinamiche fluviali, attraverso un insieme di politiche e strumenti che considerino, in una visione di bacino, tutti gli elementi naturali e antropici che alle diverse scale e nei diversi settori concorrono a definire le situazioni di rischio.
La LR 20/00 di governo del territorio, nella parte riguardante il paesaggio, stabilisce che “La Giunta regionale (...) promuove la partecipazione alle scelte relative alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio, anche attraverso processi partecipativi dei cittadini e loro associazioni secondo metodologie trasparenti, paritetiche, rappresentative e inclusive che permettano il confronto dei punti di vista e la mediazione degli interessi”;
Le norme sopraccitate sottolineano la necessità di ricorrere a politiche di gestione integrata delle acque e dei suoli anche attraverso nuovi strumenti di governance capaci di contemperare le diverse istanze ambientali, insediative e produttive.
Preso atto che:
Tra gli strumenti di governance del territorio i Contratti di Fiume e di paesaggio risultano, anche a livello europeo, tra quelli più significativi e più rispondenti alle esigenze contemporanee: si tratta di “Patti” volontari che vengono stipulati prima di tutto tra gli Enti pubblici (le strutture istituzionali di governo del territorio) e quindi, ma con pari impegno ed importanza, con la popolazione e la comunità in genere, in tutte le sue diverse manifestazioni e in particolare con le associazioni liberamente costituite, con le specifiche modalità che il patto stesso va ad indicare;
Oggetto del patto è il governo olistico e partecipato di un determinato territorio, nei suoi valori condivisi e nelle sue criticità riconosciute, nelle sue risorse certe e potenziali, sotto il profilo urbano territoriale, paesistico, idrologico, ecologico, ed anche economico, sociale e culturale. Tale governo si esplica tramite azioni integrate tanto di gestione e di salvaguardia attiva del patrimonio territoriale (previo riconoscimento e condivisione partecipata del patrimonio stesso), quanto con azioni di promozione, programmazione, progettazione e di trasformazione gestionale;
L’insieme di tali azioni è di volta in volta organizzato in strutture di lavoro specifiche, che generalmente assumono il carattere di processo integrato, ciclico, evolutivo e monitorato. Tale processo di azioni integrate ha strutturalmente un carattere partecipato in ogni suo livello, da quello conoscitivo, a quello propositivo, a quello attuativo gestionale. Per tutte queste sue specifiche caratterizzazioni, il Contratto necessità di modalità di descrizione sue proprie oltre i tradizionali strumenti di rappresentazione, e mette a punto, di volta in volta, specifiche modalità di studio, di rappresentazione, di proposta e di azione.
Il Contratto dovrà definire il suo obbiettivo principale, indicare poi, sulla base dei valori condivisi del patrimonio territoriale, le scelte e quindi definire le modalità operative del processo, delle strategie e degli obiettivi, precisando le modalità della partecipazione attiva della comunità, e conseguentemente i progetti operativi, ed il loro rinvio alla pianificazione e alle attività specifiche di ciascun settore.
Considerato che:
La tutela e valorizzazione dell’ambito fluviale del Panaro è una necessità riconosciuta ormai da tempo, come testimoniato da numerosi studi e progetti sul fiume che però, fino ad ora, hanno sortito, solo in parte, i risultati sperati[1];
I tre Comuni rivieraschi di Vignola, Spilamberto e Savignano sul Panaro, la Provincia di Modena e la Regione Emilia Romagna hanno promosso un ulteriore progetto di rifunzionalizzazione e valorizzazione dell’ambito fluviale del Panaro che, rispetto ai precedenti si caratterizza per l’importanza attribuita al tema della partecipazione dei cittadini e della gestione integrata delle politiche (progetto ammesso al contributo regionale di cui all’art. 49 LR 20/2000 con DGR n. 2180 del 27/12/2007);
Tale progetto è stato elaborato attraverso un processo partecipativo svoltosi tra settembre 2008 e settembre 2009 ed è stato approvato dall’ente Capofila, il Comune di Vignola, con DGC n.174 del 28/09/2009;
Il presente Contratto di fiume si configura come strumento attuativo e gestionale di tale progetto:
Tutto ciò premesso, i sottoscritti enti pubblici, le associazioni e i soggetti privati, ognuno tramite proprio rappresentante delegato ratificano il Contratto di Fiume-Paesaggio, come di seguito illustrato.
Art.1 Obiettivo generale
Obbiettivo generale del Contratto è la ricomposizione socioeconomica, idrologica, ecologica, paesistica dei territori e degli ambiti interessati (v. art.6), in applicazione del PTCP e a partire dall’Area Sipe Nobel, nell’interazione contemporanea Uomo/Società/Ambiente, così come ulteriormente definito negli articoli successivi.
Il Contratto assume la Convenzione Europea del Paesaggio come riferimento concettuale e operativo e la implementa nella sua dimensione sociale e istituzionale innovativa della concezione culturale tradizionale.
Art.2 Natura del Contratto
Il Contratto di Fiume/Paesaggio è uno Strumento integrato e processuale per una nuova dinamica istituzionale e partecipativa di trasformazione territoriale e paesistica.
Il Contratto si esercita su un ambito territoriale, paesistico fluviale, definito sulla base degli indirizzi del PTCP e di una verifica partecipativa sperimentale (v. art.6).
Il Contratto si configura come un accordo consensuale tra soggetti e strutture diverse (istituzionali, tecnico gestionali e sociali in forma associata) interagenti sullo stesso territorio, ciascuno per la propria competenza, con la finalità comune di cui all’art.1.
Art.3 Struttura del Contratto
Il Contratto si struttura con il presente atto a carattere generale, che stabilisce indirizzi e obbiettivi ed investe l’intero suo ambito (Contratto Quadro) e con successivi accordi e procedure di dettaglio (Accordi Operativi) tra i diversi soggetti che via via sono coinvolti nel processo attuativo:
-tra gli Enti Pubblici in forma di una Convenzione generale e di specifici protocolli;
-tra Enti Pubblici e Strutture gestionali (Consorzi, Gestori di settore, Istituti scientifici e scolastici, etc.) in forma di specifici protocolli di garanzia e di gestione intersettoriali di attuazione del Contratto;
-tra i soggetti suddetti e gli operatori sociali in forma di apposite Convenzioni di gestione e di impegno reciproco relativi alla cura e promozione del paesaggio su specifici luoghi e azioni;
-tra i soggetti sopradetti e gli operatori economici in forma di apposite Convenzioni per la realizzazione di trasformazioni e manutenzioni paesistiche ottenute tramite azioni economiche e specifici finanziamenti mirati.
Art.4 Valori condivisi e Scelte strategiche
Sono valori condivisi :
-l’acquisizione del Principio di tutela e valorizzazione, idrologica e paesistica del fiume e della sua vallata;
-il riconoscimento delle tematiche e delle criticità, del sistema di strategie azioni e proposte progettuali evolutive contenute nel presente contratto, da sviluppare in chiave multisettoriale per la ricostruzione ecologica della vallata
-il riconoscimento dell’ambito fluviale, urbano, collinare e di alta pianura come Quadro di Riferimento territoriale e paesistico delle diverse attività e progettualità attuative del Contratto;
-l’assunzione del criterio di interazione come progressiva modalità di concretizzazione del contratto da esercitare in forma continuativa e processuale
-riconoscimento dei soggetti sociali partecipanti al Contratto (v. art.8);
-riconoscimento del processo di ricerca-azione integrata in cui tutti i soggetti assumono un ruolo secondo le rispettive competenze, disponibilità, capacità e responsabilità istituzionali.
Sono scelte strategiche :
-il Processo evolutivo, aperto ed integrato come indirizzo fondante del Contratto;
-le attività promozionali e gestionali che danno luogo a Programmi di monitoraggio, sorveglianza, manutenzione e creazione di nuove proposte di fruizione e di accoglienza;
-le attività di sperimentazione progettuale e processuale, che danno luogo a Progetti di Azione e Laboratori, per promuovere relazioni culturali, ambientali, e attività economiche integrate tra i diversi soggetti che operano nell’ambito territoriale del Contratto e tra gli insediamenti abitativi, agricoli e produttivi.
Art.5 Metodologia progettuale
I valori condivisi e le scelte strategiche si attuano per Progetti Laboratorio e in attività promozionali e gestionali che costituiscono lo strumento attuativo e sperimentale del Contratto e ne sono parte integrante.
Tutte le attività sopradescritte si concretizzano in:
-ricerche-azioni condotte dai soggetti coinvolti nel Contratto, in relazione alle loro specifiche competenze;
-sperimentazioni per l’implementazione della Convenzione Europea del Paesaggio.
Tutte le attività si originano e si sviluppano sulla base di elaborazioni partecipative e istituzionali progressive, che vengono coordinate e monitorate in riferimento ai contenuti del Contratto (principi, tematiche, progettualità, dinamiche evolutive, nuove opzioni sociali, esperienze in progress).
Ciascun Processo o Progetto-Laboratorio si caratterizza come lo sviluppo di una ricerca e di un’ azione al tempo stesso, che si inserisce nelle tematiche dell’ambito di Contratto e le sviluppa intrecciandosi e collaborando con altri Progetti, in reciproca sinergia.
Ciascun Progetto-Laboratorio si innesca in riferimento ad appropriati canali di finanziamento, pubblici e privati, reperibili alla scala territoriale, regionale o nazionale, anche in riferimento alla dimensione europea e alla Convenzione del Paesaggio. Tutte le attività suddette sono condotte in termini partecipativi.
Art. 6 Ambito territoriale-Paesistico e riferimenti progettuali del Contratto
L’Ambito territoriale e Paesistico del Contratto si definisce assumendo le indicazioni contenute negli elaborati prodotti dal processo partecipativo e in fattispecie: l’elaborato n. 5 che specifica gli ambiti di pertinenza del Contratto e gli elaborati nn. 6, 7 e 8 che indicano le attività di progetto entro tali ambiti, definendo le loro connessioni e relazioni territoriali.
Sull’ambito appena definito il Contratto si attua assumendo:
-il progetto e il processo progettuale stesso come base fondante del Contratto (v. i tre Quaderni e le otto Tavole grafiche di lettura interpretativa e di progetto);
-le azioni tematiche del successivo art. 7, nelle loro Linee Guida e nei loro Contesti di Riferimento in quanto indirizzi del processo attuativo (v. elaborato associato alle sette azioni tematiche);
-le prefigurazioni progettuali in forma di Matrici di Contratto (v. i quattro elaborati grafici riferiti ai nodi Città/Fiume);
-le linee guida per lo sviluppo dell'agricoltura del territorio (v. il Documento unitario redatto dalle 4 associazioni di categoria).
Gli elaborati suddetti costituiscono parte strutturale del Contratto. Essi hanno carattere orientativo e non vincolante in merito alle specifiche soluzioni di dettaglio da definire durante il processo evolutivo di attuazione concreta del Contratto.
Art. 7 Azioni tematiche
I firmatari si impegnano a perseguire e promuovere le seguenti azioni tematiche:
1) il Fiume e le Acque: riconoscimento dei tratti critici e in via di miglioramento spontaneo, nonché dell’opportunità di disciplinare gli interventi di trasformazione del territorio e di sfruttamento delle risorse in un’ottica di recupero dell’equilibrio naturale delle dinamiche morfologiche, idrologiche ed ecologiche.
2) Ciclo tecnologico delle acque: riconoscimento dell’opportunità di incrementare l’alimentazione dei canali storici con le acque reflue dei depuratori, ulteriormente chiarificate tramite fitodepurazione, al fine di ridurre i carichi inquinanti e limitare i prelievi di falda, migliorando la qualità delle acque e la funzionalità ecologica della rete idrica anche in funzione del risparmio idrico e del risparmio energetico sostenibile.
3) Agricoltura alimentazione e territorio, riscoperta del loro rapporto: riconoscimento e promozione delle aree agricole dei terrazzi fluviali non solo come luoghi di produzione, ma anche di vendita diretta, di consumo, di apprendimento e di sperimentazione (vedi documento redatto dalle 4 associazioni degli agricoltori). Necessità di incentivare le colture di pregio e razionalizzare la pratica irrigua. Riconoscimento, anche sotto forma di incentivi concreti, del ruolo delle aziende agricole come garanti della conservazione del paesaggio rurale. Sul presente tema si richiama il succitato documento programmatico redatto dalle associazioni degli agricoltori, in particolare riguardo ai seguenti punti:
- marchio di qualità ambientale e competitività commerciale delle aziende agricole;
- controllo e gestione della fauna selvatica;
- area omogenea per la valorizzazione e promozione dei prodotti di qualità a carattere non vincolistico.
4) Mobilità sostenibile e fruizione del territorio: riconoscimento e promozione del fiume come direttrice principale della mobilità non motorizzata, e come connessione tra le strutture museali, i principali monumenti storici (castelli) e le strutture per lo sport e lo svago. Riconoscimento di un nuovo ruolo dei canali storici con funzionalità attuale lungo i quali favorire percorsi di fruizione, sempre e comunque nel rispetto delle aree agricole limitrofe. Riconoscimento dell’importanza della fruizione-vigilanza pubblica del fiume e dei canali come metodo di monitoraggio diffuso della qualità delle acque e di altre criticità strutturali e non.
5) Attività estrattive: riconoscimento della necessità di innescare una fase di transizione per la riconversione e il recupero delle aree di escavazione e lavorazione della ghiaia che dovrà svilupparsi fino alla progressiva eliminazione di tali attività in area di contratto.
6) Rete ecologica: riconoscimento dell’importanza degli elementi di connessione ecologica individuati dal PTCP ed approfonditi nel progetto. Riconoscimento dell’obiettivo di lungo periodo di connessione funzionale, idrologica, ecologica e fruitiva tra il Parco regionale dei Sassi di Rocca Malatina e l’Oasi delle casse di espansione di S. Anna. Impegno ad individuare negli strumenti di pianificazione urbanistica i dispositivi idonei a tutelare ed eventualmente acquisire a patrimonio pubblico le aree a maggior valenza ecologica.
7) Laboratorio della genesi ed evoluzione del paesaggio: riconoscimento della necessità di coordinamento e valorizzazione delle strutture museali e culturali già esistenti lungo il fiume, allo scopo di qualificare l’offerta turistica, didattica e culturale attorno al tema del racconto della genesi ed evoluzione del paesaggio e del territorio.
8) Nodi città fiume: riconoscimento e promozione delle strategie attuative contenute nelle quattro tavole di prefigurazione progettuale (matrici di contratto). Tali elaborati hanno carattere orientativo e non vincolante in merito alle specifiche soluzioni di dettaglio da definire durante il processo evolutivo di attuazione concreta del Contratto.
Le azioni tematiche e i relativi indirizzi programmatici saranno riconosciuti e inseriti come parte integrante degli strumenti urbanistici ordinari di competenza di ciascun soggetto firmatario.
Art.8 Coordinamento delle attività e Strutture gestionali
Il Contratto si attua attraverso:
1) Un Coordinamento istituzionale con funzioni di direzione e di garanzia che in prima attuazione utilizza le strutture e le modalità di coordinamento già esistenti presso le Amministrazioni interessate.
2) Un Ufficio Tecnico Amministrativo di supporto alla governance di Contratto.
3) Una Struttura di gestione (Consiglio di Contratto), presieduto da uno degli enti contraenti, al quale partecipano paritariamente :
- gli Enti contraenti;
- il mondo agricolo, tramite le proprie associazioni o singoli agricoltori;
- le strutture territoriali locali contraenti (Scuole, Musei, Fondazioni, Istituti, Enti di Gestione territoriali e simili);
- le strutture partecipative liberamente organizzate o strutturate all’interno del Contratto e delle sue azioni ( Associazioni e simili);
- la Struttura di consulenza e garanzia scientifica costituita dal Laboratorio della Genesi e dell’Evoluzione del Paesaggio;
- il Presidio Paesistico Partecipativo come gruppo aperto di soggetti originatosi all’interno del processo di progettazione partecipata.
La composizione ed il funzionamento della struttura tecnica di gestione e dell’ufficio tecnico amministrativo sono definiti con provvedimento amministrativo del Consiglio di Contratto in uno dei primi incontri.
Art. 9 Carattere evolutivo ed aperto del Contratto
Il presente atto contiene i principi condivisi e i riferimenti programmatici generali (Accordo Quadro) che dovranno informare i successivi interventi di gestione e trasformazione concreta del territorio fluviale promossi dai soggetti firmatari. Tali interventi potranno essere regolati nel dettaglio da ulteriori accordi o atti convenzionali (Accordi Operativi) da stipulare anche con soggetti diversi dai firmatari del presente accordo. Il Contratto di fiume, dunque, si configura come una struttura organizzativa aperta ed evolutiva, che agevola la progressiva inclusione di nuovi partner (sia all’interno del presente Accordo Quadro, che nei diversi Accordi Operativi) per l’integrazione delle politiche settoriali e la sperimentazione di nuove forme di governance multilivello.
lì .../.../...
I FIRMATARI
Comune di Vignola
Comune di Savignano sul Panaro
Comune di Spilamberto
Comune di San Cesario sul Panaro
Provincia di Modena
Regione Emilia Romagna
Consorzio della bonifica Burana
Presidio Paesistico Partecipativo del fiume Panaro
HERA s.p.a.
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